Il Giornale dell'arte: La luce di Bruna Esposito illumina gli spazi di Magazzino Italian Art
July 24, 2026

A inizio Novecento, Marcel Duchamp rivoluzionò il concetto di opera d’arte introducendo il ready made, secondo cui un oggetto di uso comune, realizzato industrialmente, può essere elevato a pezzo da museo. Qualche decennio più tardi, nella seconda metà del secolo, la Pop Art porta alle estreme conseguenze questa riflessione e adotta la tecnica della serigrafia per rivolgere una critica alla società dei consumi, satura di immagini e prodotti che si insinuano nelle menti delle persone per creare bisogni.
E poi ci sono casi come quello di Bruna Esposito (Roma, 1960), che dagli oggetti quotidiani riesce a tirare fuori il bello. Trasformati in maniera poetica, questi assumono nuovi significati e sono capaci di trattare temi come la cura e il cambiamento. La sua è una ricerca che al contempo coinvolge più sensi dello spettatore, dall’olfatto al suono al tatto, e per far ciò spazia dalla scultura alla performance, dal disegno alla fotografia e arriva fino al video.