Magazzino Italian Art ha presentato una serie di quattro conferenze "Una visione globale": Arte Povera's Worlds a cura di Tenley Bick, Scholar-in-Residence per il 2019-20 presso Magazzino.
In questa seconda conferenza della serie, Valérie Da Costa, Senior Lecturer in Storia dell'Arte Contemporanea all'Università di Strasburgo, affronta il concetto di “Mediterraneo” nella pratica dell'artista italiano Pino Pascali. Il lavoro di Pascali, spaziando su una vasta gamma di materiali, tra cui acqua, fango, finta pelliccia e lana d'acciaio, ha portato a una riconcettualizzazione della scultura come mezzo, così come dell'esposizione come spazio. Incentrata sulla svolta scultorea dell'artista verso il Mediterraneo nel 1967 e 1968, questa conferenza offre una rilettura dell'opera di Pino Pascali basata sull'antropologia e sui testi critici di Claude Lévi-Strauss, Ernesto de Martino e Pier Paolo Pasolini nel contesto storico di inizio dell'Arte Povera. La ricerca di Da Costa si concentra sull'arte italiana della seconda metà del Novecento.
Valérie Da Costa
Valérie Da Costa è Docente in Storia dell'Arte Contemporanea all'Università di Strasburgo. La sua ricerca si concentra in particolare sull'arte italiana. È autrice di numerosi testi e libri tra cui: Ecrits de Lucio Fontana (Paris: Les presses du réel, 2013), Pino Pascali: retour à la Méditerranée (Les presses du réel, 2015), Fabio Mauri: le passé en actes/ The Past in Acts (Les presses du réel, 2018), “Arte Povera, hier et aujourd'hui,” Les Cahiers du Musée national d'art moderne, n. 143, ed. Valérie Da Costa (primavera 2018). Nel 2019 ha ricevuto il Research Travel Grant dalla Terra Foundation for American Art per la sua nuova ricerca su Paul Thek in Italia (1962–1975).
