Still dal video. Pensiero Plurale: On the Politics of Visibility dal canale Vimeo di Magazzino Italian Art.

Pensiero Plurale: On the Politics of Visibility

Una conferenza in live streaming sulle attuali politiche di rappresentazione nelle arti visive attraverso le voci di artisti, curatori e pensatori.

Magazzino Italian Art ha presentato la terza edizione di Pensiero Plurale, On the Politics of Visibility. La conversazione in live streaming, avvenuta martedì 22 febbraio 2022 alle 12:00 EST, ha visto in discussione Alessandra Ferrini, Binta Diaw, Johanne Affricot e Simone Frangi. Curato da Ilaria Conti, Pensiero Plurale è una serie di programmi incentrati sulla giustizia culturale e sociale e sulle arti tra l'Italia e gli Stati Uniti.

On the Politics of Visibility ha affrontato l'attuale politica di rappresentazione nelle arti in Italia attraverso le voci di artisti, curatori e pensatori. L’evento ha fornito una piattaforma per discutere sui vari progetti artistici che riflettevano sul passato storico dell’Italia, sull’amnesia coloniale – comprese le sue ripercussioni nelle pratiche culturali e istituzionali contemporanee – e sugli sforzi curatoriali che cercavano di fornire visibilità a nuove pratiche radicate nella diversità culturale e sociale.

Gli speaker

Ilaria Conti è una curatrice indipendente che si focalizza sulle pratiche e ricerche impegnate sulle epistemologie decoloniali e sul rapporto tra infrastrutture istituzionali, assistenza comunitaria e azione civica.

Recentemente ha lavorato come Research Curator presso il Centre Pompidou per Cosmopolis, una piattaforma pluriennale dedicata alle pratiche artistiche basate sulla ricerca. In precedenza, è stata Exhibition and Program Director presso CIMA New York, assistente curatrice della Biennale di Marrakech 2016 e Samuel H. Kress Interpretive Fellow presso il Metropolitan Museum of Art, tra gli altri incarichi.

Ricopre il ruolo di Advisor per le Arti Visive per l'American Academy di Roma e di Vicepresidente del Forum sull'Arte Africana di Venezia. È stata premiata allieva del programma di mentoring della Association of Art Museum Curators Foundation 2021-2022. Ha conseguito una Laurea e un Master in Storia dell'arte e studi curatoriali presso l'Università di Roma La Sapienza e un Master in Gestione delle arti visive presso la New York University.

I progetti curati includono: Pensiero Plurale (2021), Lo Sa La Ter Ruz [On This Red Land] (2021), Proximities (2021), Rethinking Nature (2021), ALT(ering) + SHIFT(ing) + COMM(uning) (2020-in corso), Prove di R(i)esistenza (2020), Making Space: Art & Generative Communal Practices (2020), Labour/Art/Auratic conditions (2020), Cosmopolis #2: Rethinking the Human (2019), Cosmopolis #1.5: Enlarged Intelligence (2018), Cosmopolis #1: Collective Intelligence (2017), 6a Biennale di Marrakech: Not New Now (2016). www.ilariaconti.me

Alessandra Ferrini è un'artista e ricercatrice residente a Londra. Sperimentando l'espansione e l'ibridazione del film documentario, lavora attraverso immagini in movimento, installazioni, formati editoriali e pedagogici. La sua ricerca indaga le eredità del colonialismo italiano e del fascismo, con un interesse specifico per il Mediterraneo. Tra le mostre recenti ricordiamo: Manifesta 13 Paralléles du Sud (Marsiglia, 2020), Museion Bozen (2020), Sharjah Film Platform (2019), Istanbul Biennal collateral (Depo, 2019), 2nd Lagos Biennal (2019), Manifesta 12 Film Program (Palermo , 2018), Villa Romana (Firenze, 2018 e personale 2019), Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (Torino, 2018, 2020, 2021). È una delle finaliste del Maxxi Bvlgari Prize 2022. Le mostre future includono la 5a Biennale di Casablanca e ar/ge kunst Bozen (mostra personale). Ha ricevuto l'Experimenta Pitch Award 2017 al London Film Festival (British Film Institute) e la Mead Residency 2018 alla British School at Rome. È dottoranda presso la University of the Arts London, Research Fellow presso la British School at Rome e Archive Milan. I suoi scritti sono stati pubblicati a livello internazionale e compaiono in Everything Passes Except the Past - Decolonizing Ethnographic Museums, Film Archives and Public Space a cura di Jana Haeckel per Sternberg Press (2021).

Binta Diaw è un'artista che vive e lavora a Milano, Italia. Binta Diaw si è laureata all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano e all’École Supérieure d’Art et Design-Grenoble, a Grenoble.

Spesso sotto forma di installazioni di varie dimensioni, la ricerca plastica di Binta Diaw si inserisce in una riflessione filosofica sui fenomeni sociali che definiscono il nostro mondo contemporaneo, come la migrazione, il concetto di appartenenza o la questione dell’identità.

Alimentando la sua ricerca attraverso contributi sull'intersezionalità e sul femminismo, Binta Diaw ci accompagna nell'esplorazione di molteplici livelli di identità; la propria, quella di donna nera in un mondo europeizzato, il nostro e quello proveniente da un continuo crocevia di storie e geografie.

Il lavoro di Binta Diaw è stato esposto, in particolare, in: and plant Seeds for a Different Way of Living, Titanik and Museum of Impossible Forms, (Turku, 2022); Il piano di recupero, Istituto Italiano di Cultura de Paris (Parigi, 2022); Les Filons Géologiques, Palazzo Accursio (Bologna, 2021); Museo Novecento (Firenze, 2021); Dïà s p o r a, Galerie Cécile Fakhoury, (Abidjan, 2021); Scuola dell'Acqua-Mediterranea, Biennale Giovani Artisti (San Marino, 2021); Ho questo ricordo, non è il mio, Galerie Cécile Fakhoury (Dakar, 2020); Onde tra noi, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (Guarene, 2020); Nero Sangue, Museo MAGA (Gallarate, 2020); Alla ricerca del giardino dei nostri antenati, Galleria Giampaolo Abbondio (Milano, 2020); Il suolo è un corpo inscritto, Savvy Contemporary (Berlino, 2019).

Johanne Affricot è una produttrice culturale e curatrice italo-haitiano-ghanese, nata e cresciuta a Roma. È fondatrice e direttrice artistica della piattaforma multimediale boutique GRIOTmag e dello spazio nomade SPAZIO GRIOT che, alimentato da un collettivo omonimo, organizza sperimentazioni, esplorazioni e discussione multidisciplinare attraverso l'arte e la cultura. Spinta dalla necessità di creare uno spazio di rappresentanza che amplificasse le voci sottorappresentate nel panorama artistico e socio-culturale italiano e internazionale, ha fondato GRIOT nel 2015. È anche membro del Collettivo GRIOT, insieme alla scrittrice, artista e produttrice musicale Celine Angbeletchy, conosciuta con il nome d'arte di EHUA, e Eric Otieno Sumba, scrittore, teorico sociale e critico.

Nel 2015 ha curato il panel di discussione Afroitalians in the Arts Today all'interno della mostra Nero su Bianco (Black on White) presso l'American Academy di Roma. Ha prodotto e diretto la serie di documentari The Expats. Le storie mai raccontate degli italiani neri all'estero (2016-2017) e Motherland > (2017-oggi). Tra il 2018 e il 2019 è stata direttrice artistica di Mirrors, una performance di danza contemporanea e videoarte ideata per il programma Italia, Cultura, Africa del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale italiano che ha viaggiato da Roma ad Addis Abeba, Johannesburg e Dakar. Per il festival Futura Memoria/Contemporaneamente Roma (2019) ha curato (Memorie) In Ascolto (Listening Memories), una performance di lettura e un'installazione video all'interno di un mercato coperto. Nel 2020 l'organizzazione internazionale di fotografia contemporanea Der Greif l'ha invitata a curare una mostra online intitolata Guest Room.

Affricot è una delle dieci donne scelte dal Ministero degli Affari Esteri italiano per rappresentare la cultura, la creatività e la lingua italiana nel mondo, ed è stata inclusa nella serie di video Portraits of Women sul portale online “Italiana” nel 2021.

Simone Frangi è un ricercatore e scrittore che lavora sull'intersezione tra pensiero critico, ricerca curatoriale e formazione. Ha conseguito un dottorato di ricerca franco-italiano in Estetica e Teoria dell'Arte e attualmente è Professore di Teoria dell'Arte Contemporanea presso l'Accademia di Belle Arti e Design di Grenoble, in Francia, dove ha fondato e coordina l'Unità di ricerca Hospitalité artistique et activisme visuel pour une Europe diasporique et post-occidentale (2015 -in corso). Co-dirige Live Works - Free School of Performance presso Centrale Fies (Trento, Italia) e gestisce A Natural Oasis? (2013-in corso) un programma di ricerca transnazionale sui piccoli stati e microterritori nel Mediterraneo. Nel 2021 è stato Senior Curator di MEDITERRANEA19 - School of Waters e recentemente ha pubblicato con Lucrezia Cippitelli, Colonialità e Culture Visuali in Italia (Mimesis, 2021).

Pensiero Plurale: Contemporary Art and Social Justice in Italy

Conferenza
November 16, 2021
Pensiero Plurale: Contemporary Art and Social Justice in Italy

Magazzino News

Magazzino Italian Art

Hours